Un paesaggio che si legge

Guidando nell'interno della Gallura, fra Aglientu, Luogosanto e Tempio, il paesaggio sembra ripetere sempre gli stessi tre elementi: rocce di granito dalle forme bizzarre, boschi di querce da sughero e, qua e là, case isolate in pietra. Non è un caso: sono i tre pilastri su cui questa terra ha costruito la sua storia e la sua economia.

Lu stazzu: la casa sparsa

Lo stazzo, lu stazzu in gallurese, è l'insediamento rurale tipico della Gallura. Il nome viene dal latino statio, luogo di sosta. Per secoli è stato il cuore della vita agro-pastorale: una casa di blocchi di granito a pianta rettangolare, di solito con uno o due ambienti, accompagnata dal forno, lu furru, e da un piccolo deposito, lu pinnenti.

Gli stazzi non erano isolati nel senso moderno della parola. Più stazzi vicini formavano una cussogghja, una comunità legata dal territorio e da forti rapporti di collaborazione fra famiglie. È un modello di popolamento sparso molto diverso da quello dei grandi paesi del centro Sardegna, e spiega perché ancora oggi la campagna gallurese sia punteggiata di case lontane l'una dall'altra.

Questa storia si intreccia con quella della lingua. A partire dal Trecento la Gallura ha conosciuto ondate migratorie dalla vicina Corsica, e il gallurese, che si parla ancora ad Aglientu e in gran parte dei paesi della zona, nasce proprio dall'incontro fra il sardo logudorese e il còrso.

Da vedere con occhi nuovi: dagli anni Sessanta gli architetti della Costa Smeralda, e fra loro Alberto Ponis, si sono ispirati proprio agli stazzi galluresi per cercare una continuità con la tradizione costruttiva del luogo.

Il granito, scolpito dal vento

Il granito è la roccia della Gallura. Il Monte Limbara stesso è nato dal sollevamento del blocco granitico gallurese, e lungo la costa questa pietra dà forma a promontori, calette e scogliere, dai rilievi rosati di Monti Russu fino a Capo Testa.

Le forme più spettacolari si chiamano tafoni: cavità dalle pareti lisce che si aprono nella roccia per effetto combinato del vento, del sale e dell'alternanza fra umido e secco. Sono queste cavità a trasformare i massi in sculture: la Roccia dell'Orso, vicino a Palau, è un granito giallo-rosato alto sul mare che il tempo ha modellato fino a farlo somigliare a un orso.

Il granito è anche una risorsa. A Capo Testa si vedono ancora i tagli «a gradoni» delle cave romane sulle scogliere e fusti di colonne semilavorati abbandonati fra le rocce. Ancora oggi la lavorazione del granito è, insieme al sughero, uno dei settori su cui si regge l'economia della regione.

Il sughero, la corteccia che vale oro

La terza chiave è la sughera, la quercia da sughero, che forma boschi estesi in tutto l'interno. La sua corteccia si stacca a mano, con asce apposite, tradizionalmente fra maggio e luglio. La prima estrazione dà un sughero ruvido e poco pregiato; quelle successive, ogni nove-dodici anni, danno il sughero «gentile», più regolare, adatto ai tappi.

La capitale di questa filiera è Calangianus, considerato il principale centro italiano per produzione, lavorazione ed esportazione del sughero. Nella seconda metà del Novecento il paese contava oltre trecento laboratori e industrie del settore. Dal 2011 ospita il Museo del Sughero, allestito in un ex convento francescano restaurato: una visita che fa capire in un'ora quello che si vede dal finestrino per tutta la settimana.

Come vederli dal vivo

  • Stazzi: attraversando in auto le campagne fra Aglientu, Luogosanto e Tempio. Molti sono proprietà private: si guardano dalla strada.
  • Granito: una passeggiata a Capo Testa o la breve salita alla Roccia dell'Orso.
  • Sughero: le sugherete lungo la strada per Tempio e il museo di Calangianus.

Messi insieme, questi tre elementi raccontano una Gallura diversa da quella delle cartoline: una terra di pastori e di artigiani, di pietra e di boschi, che il turismo ha scoperto solo di recente. Vale la pena dedicarle almeno una giornata della vacanza.

Una base per esplorare

Da MajoreBlueHorizon, a Rena Majore, l'interno della Gallura è a portata di una gita in giornata. Parliamo italiano, inglese, tedesco e francese.