Perché venire fuori stagione
La Gallura d'estate è la Gallura del mare, ed è giusto così. Ma chi arriva in aprile, maggio, fine settembre o ottobre trova un'altra regione: strade libere, spiagge quasi deserte, sentieri percorribili senza il caldo di luglio, paesi che vivono al loro ritmo. È il periodo in cui la natura, più che il mare, diventa la protagonista.
Il clima aiuta. Secondo le medie della stazione di Guardiavecchia, a La Maddalena, ad aprile le massime stanno intorno ai 16 gradi e a maggio superano i 19; a ottobre si resta attorno ai 20, con minime che non scendono sotto i 15. Non è caldo da spiaggia per tutti, ma è il clima perfetto per camminare.
Primavera: la macchia in fiore
In primavera la campagna gallurese è al suo massimo: la macchia mediterranea è verde e fiorita, i corsi d'acqua scorrono ancora e la luce è limpida. È la stagione giusta per i cammini costieri: lungo la costa di Monti Russu, oppure a Capo Testa, dove i graniti modellati dal vento e le antiche cave romane si esplorano meglio senza il sole di agosto.
È anche il momento di salire sul Monte Limbara, il massiccio granitico che domina Tempio Pausania. La cima principale, Punta Berritta, raggiunge i 1.362 metri, e il complesso forestale ospita decine di specie vegetali endemiche. Con Punta Balistreri, le sue vette sono considerate le uniche della Sardegna visibili dall'Italia continentale.
Tra maggio e luglio: la stagione del sughero
La Gallura è la terra del sughero, e la decortica, cioè il distacco della corteccia dalle sughere, si fa tradizionalmente fra maggio e luglio, a mano e con asce apposite. Una stessa pianta si decortica di nuovo solo dopo nove-dodici anni, quando lo strato ha raggiunto lo spessore giusto. Guidando verso Calangianus e Tempio, in questo periodo, capita di vedere i tronchi appena scortecciati, di un rosso vivo.
Ne raccontiamo storia e paesaggio nell'articolo su stazzi, granito e sughero.
Autunno: vendemmia, colori e feste di paese
L'autunno è la stagione della vendemmia e delle prime piogge che risvegliano la campagna. Il mare, a settembre e nella prima parte di ottobre, conserva il calore accumulato in estate, e le spiagge di Aglientu, già poco affollate in alta stagione, diventano quasi private.
Ad Aglientu il 4 ottobre si festeggia San Francesco d'Assisi, patrono del paese, a cui è dedicata la chiesa attorno alla quale il centro è nato alla fine del Settecento. Programmi e orari delle celebrazioni cambiano di anno in anno: controllate i canali del Comune e della Pro Loco.
Cosa fare quando il mare non chiama
- Archeologia: il complesso nuragico di Lu Brandali, vicino a Santa Teresa Gallura, e i siti di Arzachena, fra tombe dei giganti e nuraghi. Ne parliamo in un articolo dedicato.
- Paesi dell'interno: Tempio Pausania, Calangianus, Luras, Aggius, fra granito e boschi di sughere.
- Cammini sul mare: Capo Testa, la costa di Monti Russu, la Torre di Vignola.
- La cucina: fuori stagione le cucine di casa riprendono i piatti di terra, dalla zuppa gallurese alle fave con salsiccia e lardo.
Da tenere a mente
Fuori dall'alta stagione alcune attività della costa, dai noleggi ai servizi in spiaggia, riducono l'apertura o chiudono. Conviene informarsi prima sulle gite in barca e sui collegamenti con le isole, che seguono calendari stagionali. In cambio si guadagna la cosa più rara della Sardegna d'estate: il silenzio.
Un'ultima nota sul viaggio: fuori dai mesi estivi anche le tratte aeree e marittime verso la Sardegna cambiano frequenza. Prenotare con un po' di anticipo, e scegliere un soggiorno di una settimana piena, permette di distribuire le gite sulle giornate migliori e di non farsi rovinare i piani da un giorno di pioggia o di vento forte.
La vostra settimana di mezza stagione
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